Priviamo a essere chiari: chi detiene un cavallo senza denunciarne l’esistenza viola la legge. Giusta o sbagliata che sia. Una stalla abusiva, animali non registrati, non sono un atto di disobbedienza civile per protestare contro la burocrazia. Sono atti illegali che ne lasciano presagire altri. Almeno due: sfruttamento e maltrattamento per corse clandestine, macellazione clandestina.
E ciò è soprattutto vero in un contesto in cui questa tristissima realtà sembra essere un cancro inestirpabile che affonda le proprie radici un un substrato malavitoso molto potente.
Attenzione, abbiamo scritto sembra perché nella notizia di cronaca di oggi si può alimentare la flebile speranza che qualcosa, anche a Catania, stia cambiando…
Grazie alla collaborazione dei cittadini che hanno interagito con le forze dell’ordine attraverso l’app YouPol (applicazione gratuita disponibile per Apple e Android), la polizia è intervenuta a San Cristoforo per rispondere alla segnalazione riguardante una serie di maltrattamenti nei confronti di un pony, costretto a trainare un calesse circondato da scooter condotti da giovanissimi che incitavano l’animale a correre lungo la strada.
Nel video prontamente mandato dal cittadino alla Polizia, il pony era solo. Pur non trattandosi di una corsa clandestina vera e propria gli agenti hanno verificato ed è così che hanno scoperto due stalle abusive nel cuore del noto quartiere catanese.
Nella prima stalla erano presenti due cavalli, dei quali uno senza microchip. Il cavallo ‘fantasma’ è stato trasferito in un luogo idoneo ed è stata elevata una multa di 6500 euro.
Nella seconda c’erano invece tre cavalli e un pony. Proprio quello per il quale era partita la segnalazione. In questo secondo caso, nessuno era iscritto anagrafe equina e gli animali non erano stati sottoposti ai test per l’anemia infettiva. Neanche a dirlo, anche questa stalla era abusiva. Ovvero, oltre a non essere idonea per custodire degli animali, era priva di permessi e registrazione.
Come riportato dalle forze dell’ordine, i cavalli sono stati messi in sicurezza e anche in questo caso sono state levate sanzioni pecuniarie. La buona e diversa notizia che emerge da quello che a Catania rimane un film già visto e rivisto è che, interagendo con una app, le persone per bene hanno iniziato a non girarsi dall’altra parte: un click con il telefonino e grazie a YouPol le immagini arrivano direttamente alla polizia che così può intervenire in modo più efficace.
























